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	<title>Top Shops Blog &#187; Articoli per la casa</title>
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	<description>Il Blog dei nostri clienti</description>
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		<title>La porcellana: 4 consigli per riconoscere falsi e copie d&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 15:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli per la casa]]></category>
<category>collezionista</category><category>copie</category><category>falsari</category><category>falsi</category><category>imitazioni</category><category>opere</category><category>porcellana</category><category>porcellane</category>
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		<description><![CDATA[Image by Getty Images via @daylife Oggi i collezionisti poco esperti sono molto perplessi difronte ad alcuni pezzi. I problemi ai quali un collezionista può inciampare sono stati indicati negli articoli seguenti: http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-3/ e http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-2/. Non esiste nessun lavoro che possa permettere di distinguere i falsi di tutte le fabbriche di porcellana. Alcuni consigli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="margin: 1em; display: block;">
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<dl class="wp-caption alignright" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.daylife.com/image/05Fa5OTfx9aDk?utm_source=zemanta&amp;utm_medium=p&amp;utm_content=05Fa5OTfx9aDk&amp;utm_campaign=z1"><img title="MEISSEN, GERMANY - JANUARY 20:  The logo of Ge..." src="http://cache.daylife.com/imageserve/05Fa5OTfx9aDk/150x100.jpg" alt="MEISSEN, GERMANY - JANUARY 20:  The logo of Ge..." width="150" height="100" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image by <a href="http://www.daylife.com/source/Getty_Images">Getty Images</a> via <a href="http://www.daylife.com">@daylife</a></dd>
</dl>
</div>
</div>
<div id="_mcePaste">Oggi i collezionisti poco esperti sono molto perplessi difronte ad alcuni pezzi. I problemi ai quali un collezionista può inciampare sono stati indicati negli articoli seguenti: <a href="http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-3/?source=rss" target="_blank">http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-3/</a> e <a href="http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-2/?source=rss" target="_blank">http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-2/</a>. Non esiste nessun lavoro che possa permettere di distinguere i falsi di tutte le fabbriche di porcellana. Alcuni consigli di base sono comunque essenziali:</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div id="_mcePaste">1 &#8211; prima di tutto, qualsiasi sia il pezzo, considerarlo con sana prudenza, avere la massima riserva per un certificato di origine troppo preciso, come: &#8220;questo pezzo era del nonno di mio padre che era&#8230;ecc&#8221;. Ma se possiamo avere la certezza che il pezzo provenga da una collezione conosciuta, questo aggiunge un certo interesse. Purtroppo questo tipo di oggetto è molto raro generalmente inaccessibile a un collezionista medio.</div>
<div></div>
<div></div>
<p><span id="more-729"></span></p>
<div id="_mcePaste">2 &#8211; Sforzarsi di raccogliere più informazioni possibili della fabbrica dalla quale l&#8217;oggetto è ritenuto provenire. Questo, beninteso, avvantaggia i collezionisti che si consacrano ai pezzi di una sola fabbrica. E&#8217; necessario conoscere i dati, le tecniche, l&#8217;insieme dei soggetti, i processi di decorazione di tale fabbrica. Sono obbligatorie visite a musei, collezioni: i pezzi autentici devono essere in dettaglio, dal colore all&#8217;aspetto della coperta, dalla materia fino alla pennellata del pittore. Il collezionista deve conoscere perfettamente le opere della sua manifattura.</div>
<div></div>
<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="margin: 1em; display: block;">
<div>
<dl class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Krawattennadel-meissen.JPG"><img title="Krawattennadel-meissen" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bc/Krawattennadel-meissen.JPG/300px-Krawattennadel-meissen.JPG" alt="Krawattennadel-meissen" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image via <a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Krawattennadel-meissen.JPG">Wikipedia</a></dd>
</dl>
</div>
</div>
<div id="_mcePaste">3 &#8211; Evitare di pensare che ci si possa fidare del proprio istinto. I giudizi troppo rapidi sono spesso rischiosi. Collezionare è un compito molto impegnativo. Bisogna evitare le proprie impressioni prima di dare un giudizio, e non dimenticare mai che un buon falsario conosce anche lui perfettamente le tecniche di fabbricazione e le decorazioni delle manifatture delle quali ricopia le opere.</div>
<div></div>
<div></div>
<div id="_mcePaste">4 &#8211; Procedere allo studio di un pezzo sistematicamente:</div>
<div></div>
<div>a) prima osservare la qualità della materia. Possiamo affermare che non ci sono due fabbriche che abbiano utilizzato la stessa composizione della pasta. Questa varietà deriva dalle materie prime di origine diversa, per esempio la porcellana di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Margraviate_of_Meissen"class="zem_slink" title="Margraviate of Meissen" rel="wikipedia" >Meissen</a> è relativamente pesante. I fabbricanti di Parigi che hanno copiato Meissen dovevano eliminare i vuoti per appesantire le loro porcellane.</div>
<div></div>
<div>b) La coperta è molto importante, non solo per il colore ma anche per l&#8217;aspetto. Gli artigiani di un tempo avevano molte difficoltà nel realizzare una bella coperta. Poteva essere liscia come il vetro ma ugualmente craquelée o piena di bolle, rugosa al tatto. Alcuni biscuit inglesi hanno una coperta molto fine, chiamata smear glace quasi impercettibile, di una lucentezza discreta.</div>
<div></div>
<div>c) I colori sono molto particolari: ogni fabbrica ha decorazioni con un certo tipo di colori, tonalità e combinazioni speciali. Un esperto riconoscerà a vista il marrone scuro che Horoldt ha usato a Meissen: nessun falsario è mai riuscito a riprodurlo.</div>
<div></div>
<div>d) La pittura ha una parte importante e le decorazioni devono essere esaminate sotto due punti di vista. Bisogna verificare che lo stile sia veramente quello dell&#8217;epoca: abbiamo segnalato prima il caso delle decorazioni della porcellana di Vienna firmata A. Kauffmann; poi esaminare l&#8217;oggetto e compararlo alle opere conosciute e caratteristiche della sua fabbrica.</div>
<div></div>
<div>e) Conoscere le marche fa parte del bagaglio del collezionista. In questo campo le pubblicazioni specializzate possono facilitare l&#8217;impresa. Ma anche i falsari ne sono al corrente, è dunque necessario saper dove la manifattura poneva la sua marca, i colori che utilizzava e talvolta basta una piccola tonalità per tradire una copia. E per finire la firma dell&#8217;artista, quando esiste, può confermare lo studio approfondito e dettagliato del pezzo.</div>
<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="margin: 1em; display: block;">
<div>
<dl class="wp-caption alignright" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.daylife.com/image/0aUF4dJ9Q16OT?utm_source=zemanta&amp;utm_medium=p&amp;utm_content=0aUF4dJ9Q16OT&amp;utm_campaign=z1"><img title="MEISSEN, GERMANY - JANUARY 20:  The double-swo..." src="http://cache.daylife.com/imageserve/0aUF4dJ9Q16OT/150x97.jpg" alt="MEISSEN, GERMANY - JANUARY 20:  The double-swo..." width="150" height="97" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image by <a href="http://www.daylife.com/source/Getty_Images">Getty Images</a> via <a href="http://www.daylife.com">@daylife</a></dd>
</dl>
</div>
</div>
<p>Per concludere, possiamo affermare che nessun falsario è mai riuscito a dominare completamente tutte le caratteristiche di un&#8217;opera, sia perchè la ignorava sia perchè mancava di abilità. Per scoprire un falso si tratta solo di avere esperienza e buone nozioni.</p>
<p>A presto con il prossimo articolo!</p>
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		<title>Porcellane antiche: falsi e copie (parte 3)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 16:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli per la casa]]></category>
<category>boemia</category><category>karlsbad</category><category>meissen</category><category>porcellane antiche</category><category>rue fontaine</category><category>xix secolo</category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo articolo abbiamo parlato delle tre fasi utilizzate dai falsai per riprodurre le porcellane antiche. Se lo hai letto, sicuramente sarai in grado di determinare anche tu con un pò di attenzione se un pezzo antico è falso oppure no. L&#8217;articolo lo trovi al seguente link: http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-2/ Ma non sono stato esaustivo al 100% Image [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo articolo abbiamo parlato delle tre fasi utilizzate dai falsai per riprodurre le porcellane antiche. Se lo hai letto, sicuramente sarai in grado di determinare anche tu con un pò di attenzione se un pezzo antico è falso oppure no.</p>
<p>L&#8217;articolo lo trovi al seguente link: <a href="http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-2/?source=rss">http://blog.topshops.it/2010/08/porcellane-antiche-falsi-e-copie-parte-2/</a></p>
<p>Ma non sono stato esaustivo al 100%</p>
<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="margin: 1em; display: block;">
<div>
<dl class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Meissen-Porcelain-Figurine.on.jar.JPG"><img title="Meissen-Porcelain-Figurine.on.jar" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a5/Meissen-Porcelain-Figurine.on.jar.JPG/300px-Meissen-Porcelain-Figurine.on.jar.JPG" alt="Meissen-Porcelain-Figurine.on.jar" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image via <a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Meissen-Porcelain-Figurine.on.jar.JPG">Wikipedia</a></dd>
</dl>
</div>
</div>
<p>Devo ancora dirti che il successo delle porcellane di sassonia è stato tale da fare di Meissen una delle principali vittime. Le famose spade incrociate della manifattura sono state imitate fin dal XVIII secolo in Germania, in molte fabbriche, per esempio a Volksted, Wallendorf, in Turingia o a Limbach.</p>
<p>In inghilterra fu fatta la stessa cosa a Bristol e a Caughley e anche a Chelsea, Worcester ed in altri posti ancora.</p>
<p>Ritroviamo il ricordo delle spade incrociate di Meissen alla manifattura di Weesp in Olanda, a Tournai in Belgio.</p>
<p><span id="more-609"></span>E in Francia nei laboratori parigini dei Rue Fontaine au Roy è stata ripresa la marca di Meissen. Anche Sèvres non è sfuggita ai falsari e, nel XVIII secolo, marche simili a quelle di Sèvres sono apparse nelle porcellane inglesi di Derby o in germania nei pezzi della fabbrica di Limbach.</p>
<p>Molte fabbriche del XIX secolo imitavano o contraffacevano le marche straniere. E&#8217; il caso del vecchia vienna!</p>
<p>Alla fine del XIX secolo, questo genere Vecchia Vienna, del periodo Sorgenthal in particolare, dal 1784 al 1805, conobbe un successo straordinario fino aldilà degli oceani. Ogni tipo di fabbrica, in Austria, in Francia, in Sassonia e soprattutto in Boemia colse questa buona occasione commerciale. Il lavoro era facilitato dal fatto che la manifattura di Vienna aveva chiuso nel 1864, e che la sua marca non era più protetta. Dalla Boemia furono esportate tonnellate di Vecchia Vienna. A Karlsbad, più di 20 fabbriche con circa cinquemila operai si consacrarono a questo lavoro. Questa porcellana di boemia, ebbe un gran successo negli Stati Uniti e le esportazioni arrivarono a 250.000 dollari fino ad arrivare a 750.000 nel 1897.</p>
<p>E&#8217; inutile dire che il successo commerciale nuoveca abbastanza alla qualità artistica e tecnica. E nel 1900 bisognava costatare che &#8220;la Vienna moderna è diventata sinonimo di porcellana decorata sovrabbondantemente e riccamente drogata, generalmente dipinta male&#8221;. Le manifatture che erano state celebri nel XVIII secolo, ricopiarono i loro modelli antichi, il secolo seguente, durante il periodo neo rocaille. Meissen, nel XIX secolo riutilizzò i vecchi stampi, migliorandone alcuni, ricercando il passato ma causando danni irreparabili agli originali. Bisogna però cercare di non condannare troppo queste fabbriche in quel periodo: le manifatture si erano trasformate in un azienda moderna e la loro sopravvivenza dipendeva da un bilancio commerciale in attivo.</p>
<p>Per adesso concludo qui.<br />
Domani vedremo  4 consigli essenziali per riconoscere un falso.</p>
<p>Ciao e buon proseguimento !</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a href="http://www.zemanta.com/"class="zemanta-pixie-a" title="Enhanced by Zemanta" ><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/zemified_e.png?x-id=e680d9f5-5fea-433b-800a-d8d0fec3026e" alt="Enhanced by Zemanta" /></a><span class="zem-script more-related pretty-attribution"><script src="http://static.zemanta.com/readside/loader.js" type="text/javascript"></script></span></div>
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		<title>Un consiglio sulle bomboniere ?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 19:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli per la casa]]></category>
<category>bomboniera</category><category>bomboniere</category><category>capodimonte</category><category>lotto</category><category>mano</category><category>matrimonio</category><category>porcellana</category><category>prezzo più basso</category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo notato che stavi cercando delle bomboniere in rete, vero ? Voglio darti un consiglio, allora&#8230; prima di tutto lasciami essere di parte. Noi di topshops abbiamo creato appositamente una categoria per te, ovvero questa: http://www.topshops.it/Idea-bomboniera Non preoccuparti se non trovi ancora ciò che ti interessa, vedrai che inseriremo nuovi articoli ogni settimana Image by [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo notato che stavi cercando delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bomboniere"class="zem_slink" title="Bomboniere" rel="wikipedia" >bomboniere</a> in rete, vero ? <img src='http://blog.topshops.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Voglio darti un consiglio, allora&#8230; prima di tutto lasciami essere di parte.</p>
<p>Noi di topshops abbiamo creato appositamente una categoria per te, ovvero questa: <a href="http://www.topshops.it/Idea-bomboniera">http://www.topshops.it/Idea-bomboniera</a></p>
<p>Non preoccuparti se non trovi ancora ciò che ti interessa, vedrai che inseriremo nuovi articoli ogni settimana <img src='http://blog.topshops.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="margin: 1em; display: block;">
<div>
<dl class="wp-caption alignright" style="width: 250px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.flickr.com/photos/65791659@N00/1202021364"><img title="Bomboniere" src="http://farm2.static.flickr.com/1278/1202021364_31a771e861_m.jpg" alt="Bomboniere" width="240" height="180" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image by <a href="http://www.flickr.com/photos/65791659@N00/1202021364">lorello</a> via Flickr</dd>
</dl>
</div>
</div>
<p>Fatti dire però che da quanto abbiamo inserito le bomboniere di capodimonte, stiamo avendo un enorme successo ! E ci crediamo e comprendiamo bene il perchè! Queste bomboniere di capodimonte hanno un prezzo incredibile ! E stiamo parlando di oggetti di rara bellezza ma sopratutto di rara qualità! Dipinti a mano, e realmente introvabili sia in rete che offline.</p>
<p>La marca porcellana di capodimonte è già un forte sinonimo di garanzia e qualità!</p>
<p>Guarda con i tuoi occhi: <a href="http://www.topshops.it/Top-Shops/Idea-bomboniera/Lotto-50-bomboniera-Capodimonte">http://www.topshops.it/Top-Shops/Idea-bomboniera/Lotto-50-bomboniera-Capodimonte</a></p>
<p>&#8230; ok ok&#8230; ora ti voglio dare un altro consiglio!</p>
<p>Non limitarti alle sole bomboniere che vedi al link che ti ho dato, ma vai oltre&#8230; come ?</p>
<p>Contattaci e richiedici foto, preventivi, articoli specifici o qualsiasi altra bomboniera che ti venga in mente ! Abbiamo 6000 prodotti in magazzino e pian piano li mostreremo tutti! Per adesso possiamo solo dirti di pazientare ma NON esitare a richiederci la bomboniera che desideri&#8230; potresti trovarla qui da noi ad un prezzo più basso <img src='http://blog.topshops.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Un saluto da tutto lo staff di topshops e&#8230; a presto !</p>
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		<title>Porcellane antiche: falsi e copie (parte 2)</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 07:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli per la casa]]></category>
<category>angelika kauffmann</category><category>copie</category><category>meissen</category><category>opere</category><category>veri</category>
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		<description><![CDATA[Nel lontano 6 ottobre 2009 ho parlato dei falsi e delle copie della antiche porcellane fabbricate anni ed anni fa. L&#8217;articolo si trova qui: http://www.almercatodellepulci.com/blog/2009/10/porcellane-falsi-e-copie-parte-1/ Ora sono qui per riprendere il discorso, come promesso, anche se con molto ritardo. Dicevamo che il collezionista di porcellana, deve essere abile nel comprendere se ha realmente accanto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel lontano 6 ottobre 2009 ho parlato dei falsi e delle copie della antiche porcellane fabbricate anni ed anni fa.</p>
<p>L&#8217;articolo si trova qui: <a href="http://www.almercatodellepulci.com/blog/2009/10/porcellane-falsi-e-copie-parte-1/">http://www.almercatodellepulci.com/blog/2009/10/porcellane-falsi-e-copie-parte-1/</a></p>
<p>Ora sono qui per riprendere il discorso, come promesso, anche se con molto ritardo.</p>
<p>Dicevamo che il collezionista di porcellana, deve essere abile nel comprendere se ha realmente accanto a se un falso.</p>
<p>Sapere di quali colori i pittori dell&#8217;epoca disponevano, studiare il modo che essi usavano per posarli, essere a conoscenza delle composizioni chimiche, sono punti indispensabili per non sbagliarsi, così come il conoscere i processi di fabbricazione.</p>
<p><span id="more-348"></span>Come i falsari utilizzassero il verde sui falsi Meissen è stato descritto da Seyfarth; fino al principio del XIX secolo, Meissen ha utilizzato un verde all&#8217;ossido di rame: questo colore ha tendenza a cambiare dopo un certo periodo, mentre il verde all&#8217;ossido di cromo scoperto da Kohn è inalterabile. I falsari abili conoscevano molto bene le proprietà di questi due colori e utilizzavano beninteso il verde dell&#8217;ossido di rame. Ma le loro opere, non avevano quell&#8217;iridiscenza che era la caratteristica dei pezzi antichi. I falsari hanno allora avuto l&#8217;idea di invecchiare la decorazione dipinta con l&#8217;acido fluoridrico, ma esso attacca anche la coperta e la sua traccia appare sotto forma di un velo lattiginoso, o di un verde leggermente opaco.</p>
<p>Questo è un esempio tra i molti, per dimostrare quanto è importante conoscere i processi di fabbricazione, il materiale utilizzato, e le abitudini della manifattura dell&#8217;oggetto che è preso in esame. Sarebbe molto difficile fidarsi del proprio intuito. Il soggetto, lo stile della pittura hanno altrettanta importanza quanto la tecnica.</p>
<p>Tra i falsi della manifattura di Vienna, alcuni pezzi offrono una decorazione firmata Angelika Kauffmann, pittrice svizzera conosciuta, che ha vissuto dal 1741 al 1807 ma che non ha mai dipinto porcellana. I falsari raramente sono stati dei veri artisti, capaci di opere originali, realizzate nello stile dell&#8217;epoca alla quale il falso doveva appartenere. Spesso si accontentavano di copiare servilmente un modello, qualche volta cercando di combinare vari soggetti. Con una buona conoscenza degli originali, si riesce a scoprire presto la frode, individuando gli errori e l&#8217;illogicità della composizione.</p>
<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="margin: 1em; display: block;">
<div>
<dl class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Meissen-Porcelain-Sign-2.JPG"><img title="Meissen trademarks" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/35/Meissen-Porcelain-Sign-2.JPG/300px-Meissen-Porcelain-Sign-2.JPG" alt="Meissen trademarks" width="300" height="649" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image via <a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Meissen-Porcelain-Sign-2.JPG">Wikipedia</a></dd>
</dl>
</div>
</div>
<p>La terza fase della falsificazione riguardava la marca. La marca della porcellana è una delle migliori fonti di informazione per autenticare e datare un pezzo. Per queste ragioni i falsari se ne sono occupati in primo luogo. Molte piccole fabbriche avevano copiato le marche divenute celebri o ne avevano immaginato altre molto simili, il falsario aveva dunque a sua disposizione una gamma di pezzi marcati. Il suo lavoro consisteva nel dissimulare la marca. Esistevano due modi di procedere. Il primo consisteva nel ricoprire la marca dipinta per poi dipingere la marca falsa accanto. Ma solo uno sprovveduto poteva lasciarsi ingannare da questo inganno grossolano.</p>
<p>L&#8217;oro per ricoprire la marca, che era il materiale più utilizzato, si cancellava facilmente e qualche volta alcuni pezzi hanno due marche con tracce di doratura. Le fabbriche di Boemia, alla fine del XIX secolo hanno prodotto una massa di alt-wiener-styl (vecchia vienna),che si prestava perfettamente a questo genere di falsificazione.</p>
<p>Fare sparire una marca dipinta sotto la coperta o impressa nella piastra era molto difficile. Nel primo caso il falsario doveva ricorrere ad un processo meccanico, la sgrossatura, prima di dipingere una nuova marca nello stesso punto, poi restaurare la coperta con un fondente incolore, cotto a piccolo fuoco. Il risultato, però non è convincente. Un esame attento lascia vedere il fondente. Con gli anni la differenza tra i colori della coperta e quelli del fondente si accentua. Per concludere, la sgrossatura lascia un vuoto che non può essere ripreso. Nel secondo caso, quello di una marca impressa, il falsario aveva un compito ancora più rischioso, bisognava riempire con la pasta il vuoto lasciato dalla marca tolta. La difficoltà consisteva nel ritrovare colore e materiale che assomigliasse all&#8217;originale. Malgrado tutte queste difficoltà, questo metodo è stato utilizzato.</p>
<p>Questo tipo di falsificazione era sopratutto opera di falsari isolati. Ma anche alcune fabbriche non hanno esitato a imitare o contraffare la marca fino ad imitare o copiare la marca di una grande fabbrica&#8230;.</p>
<p>Ti è piaciuto questo articolo ?</p>
<p>Allora non perdere la terza  ed ultima parte di questo articolo.</p>
<p>Sarà pubblicata sempre in questo blog tra qualche giorno&#8230;</p>
<p>A presto !</p>
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		<title>I servizi di bicchieri: come scegliere ?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vediamo oggi come orientarsi per la scelta si un servizio di bicchieri! Rispondendo ad una domanda di un nostro cliente in modo preciso, saremo in grado di fare una panoramica generale su tutte le composizioni ed i servizi di bicchieri che si trovano sul mercato. La domanda era la seguente: &#8220;Gentile Topshops, sono interessato all&#8217;acquisto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vediamo oggi come orientarsi per la scelta si un servizio di bicchieri!</p>
<p>Rispondendo ad una domanda di un nostro cliente in modo preciso, saremo in grado di fare una panoramica generale su tutte le composizioni ed i servizi di bicchieri che si trovano sul mercato.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2337/2277138500_27d256a266_m.jpg" alt="bicchiere in cristallo" /><br />
<span id="more-127"></span></p>
<p>La domanda era la seguente:</p>
<p>&#8220;Gentile Topshops, sono interessato all&#8217;acquisto di alcuni servizi di bicchieri, ma non so bene quali scegliere. Io e mia moglie vorremo un consiglio riguardo l&#8217;acquisto di alcuni servizi da 38 pezzi che abbiamo visto in negozio presso uno dei vostri rivenditori. Prima di tutto vorremo sapere se possiamo utilizzarli per tutti i giorni, se possono andare in lavastoviglie e se secondo lei sono indicati più per le cene importanti oppure possono essere usati sempre. Inoltre vorremo capire perchè in alcune composizioni ci sono i bicchieri da liquore in altri quelli da champagne ed in altre ancora solo acqua vino e flute. Perchè dovrei sceglierne uno e non l&#8217;altro? è buona norma metterli a tavola tutti o basta il 38 pezzi? ci scusi tutte queste domande ma essendo una coppia giovane appena sposata non abbiamo molta esperienza in merito a questi servizi e ce ne stiamo interessando solo ora. Spero mi chiarite le idee al più presto&#8230;.&#8221;(omettiamo il resto del messaggio per privacy)</p>
<p>Dunque vediamo di rispondere a tutte le domande nella maniera più precisa possibile:</p>
<p><img title="Continua..." src="http://www.profilipinto.com/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p>Prima di tutto c&#8217;è da precisare una cosa: ogni servizio può essere acquistato ed utilizzato per tutti i giorni, ma ciò dipende dagli usi e costumi delle famiglie e dalle tradizioni casalinghe.</p>
<p>Oggi si preferisce non utilizzare un servizio importante in cristallo da 38 pezzi per pranzo e cena di tutti i giorni. Questo perchè il cristallo di qualità è sempre fragile e delicato ed è sempre molto più indicato per cene eleganti ed ospiti importanti. Oltretutto, poichè è assolutamente sconsigliato inserire alti calici di cristallo fine in lavastoviglie, risparmiereste così un bel pò di lavoro.</p>
<p>Noi consigliamo sempre di acquistare un servizio di bicchieri da acqua e da vino in vetro un pò più doppio in modo tale da poter utilizzare questi bicchieri tutti i giorni, non rischiando la facile rottura e/o scheggiamento ne in lavastoviglie ne in caso di urti con altri oggetti. Esistono dunque composizioni fatte da 6 pezzi (sia per l&#8217;acqua che per il vino) oppure composizioni componibili a piacere in base alle quantità desiderate che si vogliono acquistare.</p>
<p>Bene. Una volta risolto il problema dei bicchieri giornalieri, come faccio a scegliere la giusta composizione per un servizio in cristallo di qualità, da presentare nelle migliori occasioni?</p>
<p>Anche qui ci si può sfiziare come meglio si vuole. La composizione minima acquistabile sul mercato è però quella fatta da 38 pezzi, per 12 persone, ovvero: 12 acqua 12 vino 12 flute 1 brocca 1 bottiglia.</p>
<p>Molti servizi da 38 pezzi danno l&#8217;opportunità al cliente di poter acquistare separatamente i calici da liquore e le coppa da champagne.</p>
<p>In realtà se la scelta va in quella direzione tanto vale acquistare un 50/52 od un 64 pezzi.</p>
<p>Le composizioni sono le seguenti:</p>
<p>- Servizio di bicchieri 64 pezzi: 12 acqua 12 vino 12 flute 12 coppe champagne 12 liquore 1 brocca 1 bottiglia.</p>
<p>-Servizio di bicchieri 50/52 pezzi: 12 acqua 12 vino 12 flute 12 coppe champagne 1 brocca 1 bottiglia.</p>
<p>Ovviamente noi consigliamo sempre la collezione completa di 64 pezzi, che non vi farà mai mancare niente in nessun caso.</p>
<p>Speriamo di avervi fornito una buona guida nella scelta del giusto servizio di bicchieri da acquistare per le vostre occasioni.</p>
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		<title>I servizi di piatti: quale composizione scegliere ?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[porcellana]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi cerchiamo di chiarire un pò le idee riguardo ai vari servizi di piatti disponibili sul mercato. Che siano servizi in ceramica o servizi in porcellana, possono esserci differenti composizioni. Image by maurobrock via Flickr Siamo certi che tutti gli appassionati degli articoli casalinghi sanno quale servizio scegliere, eppure, ancora oggi, ci arrivano molte domande di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Oggi cerchiamo di chiarire un pò le idee riguardo ai vari servizi di piatti disponibili sul mercato.</p>
<p>Che siano servizi in ceramica o servizi in porcellana, possono esserci differenti composizioni.</p>
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<div>
<dl>
<dt><a href="http://www.flickr.com/photos/10101620@N07/3766981508"><img title="piatti siciliani" src="http://farm3.static.flickr.com/2617/3766981508_854a15a224_m.jpg" alt="piatti siciliani" width="240" height="163" /></a></dt>
<dd>Image by <a href="http://www.flickr.com/photos/10101620@N07/3766981508">maurobrock</a> via Flickr</dd>
</dl>
</div>
</div>
<p>Siamo certi che tutti gli appassionati degli articoli casalinghi sanno quale servizio scegliere, eppure, ancora oggi, ci arrivano molte domande di giovani coppie che non conoscono tutti gli oggetti che sono compresi in un servizio di piatti.</p>
<p>Ricordiamo che i tempi sono cambiati:</p>
<p>Una volta chi non aveva in casa almeno il primo, il secondo ed il terzo servizio di piatti? Erano considerati indispensabili e nessuno ne aveva meno di tre.</p>
<p>Oggi molte giovani coppie sposate, o le coppie che decidono di convivere, non conoscono bene la differenza che passa tra un servizio di piatti da 41 pezzi e quello da 53 pezzi, e così via.</p>
<p>Eccovi dunque una guida che vi aiuta nella giusta scelta da fare nell&#8217;acquisto di un servizio di piatti, in base alle vostre esigenze:</p>
<p><img title="Continua..." src="http://www.profilipinto.com/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p>Se vi serve un servizio per 12 persone allora potete scegliere tra un servizio da tavola  da 40, 41 o 53 pezzi.</p>
<p>Un servizio da 40 pezzi è così composto: 12 piatti piani, 12 piatti fondi, 12 piatti frutta, 1 zuppiera, 1 insalatiera, 1 piatto tondo ed 1 raviera. Molto sperro però può capitare che ci sia il piatto ovale al posto della zuppiera o al posto del piatto tondo. Bisogna sempre chiedere, se non specificato, qual&#8217;è la composizione precisa.</p>
<p>Un servizio da 41 pezzi invece comprende sempre: 12 piani, 12 fondi, 12 frutta, 1 zuppiera, 1 insalatiera, 1 tondo 1 raviera ed 1 piatto ovale. La composizione è dunque come quella del 40 pezzi, ma in aggiunta c&#8217;è sempre il piatto ovale!</p>
<p>Infine il servizio da 53 pezzi comprende 12 piatti piani in più del 40 e 41 pezzi. Dunque vi ritroverete con 24 piatti piani ma solo 12 piatti fondi. Questo capita quando si vuole acquistare direttamente la seconda portata, ovvero i 12 piatti piani aggiuntivi.</p>
<p>Se invece non avete l&#8217;esigenza di preparare grossi pranzi o cene, potete scegliere di acquistare un servizio da 6 persone, ovvero da 20, 19 o 18 pezzi</p>
<p>Ecco come sono composti:</p>
<p>18 pezzi: 6 piatti piani, 6 piatti fondi e 6 piatti da frutta.</p>
<p>19 pezzi: aggiungete al 18 pezzi una insalatiera</p>
<p>20 pezzi: aggiungete al 19 pezzi un piatto tondo</p>
<p>Sono queste le composizioni principali dei servizi di piatti. Niente di più semplice.</p>
<p>Ovviamente a questi servizi potrete abbinarci il servizio da caffè, il servizio da the, il servizio da dolce e macedonia e la seconda portata se non è  già compresa (nel 53 pezzi).</p>
<p>Nel prossimo articolo ci occuperemo di descrivere le composizioni dei servizi di bicchieri e di posate.<br />
A presto&#8230;</p>
</div>
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		<title>La scoperta della porcellana in Europa ed in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 16:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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<category>argilla</category><category>arte antica</category><category>ceramica</category><category>marco polo</category><category>materie prime</category><category>oggetti</category><category>porcellana</category><category>vetro</category>
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		<description><![CDATA[Tutta l&#8217;Europa fu conquistata dalla purezza, la trasparenza, la leggerezza, la perfezione della porcellana. Non c&#8217;è da stupirsi se le sono attribuite le proprietà più straordinarie come ad esempio la reazione ai veleni! Non c&#8217;è da stupirsi se gli europei hanno fatto di tutto per fabbricarne. Il primo, Marco Polo, aveva fornito qualche indicazione sulla [...]]]></description>
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<dd>Tutta l&#8217;Europa fu conquistata dalla purezza, la trasparenza, la leggerezza, la perfezione della porcellana. Non c&#8217;è da stupirsi se le sono attribuite le proprietà più straordinarie come ad esempio la reazione ai veleni!</dd>
</dl>
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<p>Non c&#8217;è da stupirsi se gli europei hanno fatto di tutto per fabbricarne. Il primo, Marco Polo, aveva fornito qualche indicazione sulla tecnica di fabbricazione, spiegando che si ricorreva alle materie prime usate nella ceramica, senza escludere certi procedimenti analoghi alla fabbricazione del vetro.</p>
<p><img title="Vintage Meissen &quot;Blue Onion&quot; Reticul..." src="http://farm3.static.flickr.com/2299/2393538931_31776783f0_m.jpg" alt="Vintage Meissen &quot;Blue Onion&quot; Reticul..." width="240" height="240" /></p>
<p>L&#8217;Italia fu il primo paese d&#8217;Europa a cercare di scoprire il segreto della porcellana. Niente di straordinario se si pensa all&#8217;alto livello che aveva raggiunto, in questo paese, la fabbricazione della ceramica e del vetro. Inoltre le sue relazioni commerciali con il Medio Oriente, avevano permesso all&#8217;Italia di essere la prima in Europa a conoscere la porcellana. I primi tentativi furono rivolti in due direzioni: da un lato cercarono di migliorare la maiolica, dotata di una decorazione blu , dall&#8217;altro, secondo le tecniche del vetro, cercarono di ottenere una porcellana fritta, la cui materia si avvicina a quella della porcellana cinese.<img title="Continua..." src="http://www.profilipinto.com/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />I primi accenni di questi tentativi datano dal 1470, il veneziano Antonio di Simeone avrebbe allora fabbricato con dell&#8217;argilla di Bologna alcuni oggetti analoghi alla porcellana. Purtroppo nessun prodotto è stato conservato e se ne ignora l&#8217;esatta composizione.<br />
Al principio del XVI secolo, un altro veneziano, Leonardo Peringer, all&#8217;origine vetraio a Norimberga, inventando un nuovo processo per la fabbricazione del vetro, riuscì a produrre solamente un vetro biancastro, dal colore lattigiuoso dovuto alla presenza di ossido di stagno. Alcuni esemplari sono esposti al Museo civico di arte antica di Torino, ed al British Museum di Londra.</p>
<p>Durante il rinascimento, assistiamo ad un moltiplicarsi di esperimenti che fanno pensare all&#8217;alchimia. In questo momento, i signori italiani in fondo ai loro laboratori cercavano di scoprire la porcellana. Si effettuarono esperimenti alla Corte sabauda o ad Urbino, ma se ne conosce ben poco.</p>
<p>Il duca di Ferrara installò un laboratorio per la fabbricazione della maiolica e della porcellana e assunse i due fratelli Camillo e Battista d&#8217;Urbino nel 1560. I loro prodotti sono purtroppo spariti e non hanno permesso a nessuno di sapere se questi tentativi furono più o meno premiati.</p>
<p>Tutti questi esperimenti sembrano portare solo a qualche imitazione di porcellana, ma l&#8217;Italia era sulla buona strada. A Firenze il Granduca Francesco de Medici, alchimista accanito, fondò un laboratorio e per i suoi tentativi, si assicurò la collaborazione di Orazio Fontana, maiolicaro a Urbino, e di Bernardo Buontalenti. Riuscirono a fabbricare una delle prime porcellane in Europa (i risultati di questi esperimenti riguardanti la composizione della pasta si chiamano porcellana contrafacta), oggi chiamata porcellana dei Medici.</p>
<div><a href="http://reblog.zemanta.com/zemified/515cdbdb-8788-481a-b6e5-b41c83270485/"title="Reblog this post [with Zemanta]" ><img src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=515cdbdb-8788-481a-b6e5-b41c83270485" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
</div>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.topshops.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La storia della porcellana</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli per la casa]]></category>
		<category><![CDATA[porcellana]]></category>
		<category><![CDATA[storia porcellana]]></category>
<category>artigianato artistico</category><category>ceramica</category><category>fabbricazione della porcellana</category><category>molto bella</category><category>porcellana</category><category>storia</category>
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		<description><![CDATA[Fin dai tempi più remoti gli uomini hanno fabbricato la ceramica. Grazie a terrecotte ritrovate in uno stato di conservazione perfetto o sotto forma di frammenti abbiamo avuto l&#8217;occasione di conoscere civiltà scomparse. Di evoluzione in evoluzione la ceramica è divenuta una delle forme più raffinate delle arti applicate. Frutto di ricerche e trionfo dell&#8217;artigianato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dai tempi più remoti gli uomini hanno fabbricato la ceramica. Grazie a terrecotte ritrovate in uno stato di conservazione perfetto o sotto forma di frammenti abbiamo avuto l&#8217;occasione di conoscere civiltà scomparse. Di evoluzione in evoluzione la ceramica è divenuta una delle forme più raffinate delle arti applicate. Frutto di ricerche e trionfo dell&#8217;artigianato artistico, la porcellana ci appare come il punto supremo dell&#8217;arte della ceramica.</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ef/China_100.78713E_35.63718N.jpg/300px-China_100.78713E_35.63718N.jpg" alt="China" /></p>
<p>E&#8217; in Cina che tutto comincia e ancora oggi non possiamo che ammirare e meravigliarci nel contemplare una delle mirabili porcellane della Cina antica. La storia della scoperta del segreto di fabbricazione della porcellana ci appare come una meravigliosa avventura, come una ricerca verso la bellezza delle forme e dei colori.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;avventura che va dal XVII secolo fino ai giorni nostri.</p>
<p><img title="Continua..." src="http://www.profilipinto.com/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<p>Il secolo d&#8217;oro per la porcellana è il XVIII, di cui scriveremo con piacere nei nostri prossimi articoli occupandoci di tutta la storia della porcellana in Europa.</p>
<p>La porcellana cinese sbarca in europa quando le navi della Compagnia delle Indie gettarono i tesori d&#8217;Oriente sulle banchine dei porti di Amsterdam, Genova, Venezia e tanti altri. La domanda che ci poniamo è: da quanto tempo esisteva la porcellana in Cina? &#8230; ma in fondo cosa importa&#8230;</p>
<p>In Italia, la maiolica vuole imitare la porcellana cinese, e fa nascere nuove parole. A Firenze, i Medici ci provano, ma niente porcellana cinese.</p>
<p>In Francia a Rouen, Saint-Cloud e Chantilly si trovava tanta porcellana. Ne apparivano di nuove: la porcellana fritta, la porcellana tenera di Vincennes,  poi di Sevres, molto bella. Ma per quanto sia bella non è affatto l&#8217;originale, la porcellana dura, quella cinese.</p>
<p>In Sassonia tuttavia fu scoperta già nel 1710. Viveva allora in Germania un ricercatore, un sognatore, un uomo chiamato Bottger, grazie al quale altri hanno fatto fortuna. Bottger aveva un sogno: produrre oro, e questo gli permise di andarsene lontano, forse fino in Cina. Ma l&#8217;oro sfuggirà sempre a Bottger.</p>
<p>Lo sfortunato e poco conosciuto personaggio cerca e scopre per caso una meraviglia&#8230;una terra bianca, che in Cina chiamano kao-lin.  Uno conosce il segreto della pasta, un altro quella della coperta, un altro senza dubbio il segreto del forno e della cottura. Solo bottger ed il suo carceriere Tschirnhaus hanno conosciuto il tutto. Ma Tschirnhaus muore. Non vedrà mai la prima infornata di porcellana.</p>
<p>Bottger un anno più tardi la realizza. Era il 1709. Trasferito ben presto a Meissen viene incaricato di fabbricare questa meraviglia, ma sotto chiave. Ed allora beve per dimenticare. Muore a 37 anni per non pensare più.</p>
<p>I segreti meglio nascosti vengono divulgati e valgono molto&#8230;Un sogno per molti in Europa&#8230;</p>
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		<title>Rottama il casalingo</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 15:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Top Shops</dc:creator>
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<p>In questo periodo d&#8217;austerità economica, ci vuole inventiva e incentivi per permettere alle famiglie di acquistare. Le case automobilistiche, si rottamano le vecchie auto spravalutandole, per permettere a chi deve cambiarla, di acquistarne una nuova. Bene , noi di Top Shops abbiamo lanciato la campagna di rottamazione per i tuoi casalinghi, hai capito bene, ritiriamo quello che oramai è logoro o che non usi più che altrimenti rimarrebbe, a occupare spazio in casa tua, o destinato alla discarica.<br />
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		<title>Porcellana cristalli e vetro</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 21:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Top Shops</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli per la casa]]></category>
<category>argilla</category><category>ceramica</category><category>fabbricazione della porcellana</category><category>minerali</category><category>ossido di silicio</category><category>si02</category><category>terracotta</category>
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		<description><![CDATA[Image by Mataparda via Flickr PORCELLANA La porcellana appartiene al grande gruppo della ceramica (dal greco chéramos = argilla) che comprende tutto ciò che è fabbricato con l&#8217;argilla o, meglio, con una materia grezza a contenuto argilloso. Questo gruppo ha un&#8217;estensione assai vasta: dalla cosiddetta ceramica grossolana di cui è esempio tipico il mattone d&#8217;argilla, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="zemanta-img" style="margin: 1em; display: block;">
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<dl class="wp-caption alignright" style="width: 234px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.flickr.com/photos/52537477@N00/4183132068"><img title="03 el vaso turco" src="http://farm3.static.flickr.com/2650/4183132068_c8dbe395ba_m.jpg" alt="03 el vaso turco" width="224" height="240" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image by <a href="http://www.flickr.com/photos/52537477@N00/4183132068">Mataparda</a> via Flickr</dd>
</dl>
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<p><strong>PORCELLANA<br />
</strong>La porcellana appartiene al grande gruppo della ceramica (dal greco chéramos = argilla) che comprende tutto ciò che è fabbricato con l&#8217;argilla o, meglio, con una materia grezza a contenuto argilloso.<br />
Questo gruppo ha un&#8217;estensione assai vasta: dalla cosiddetta ceramica grossolana di cui è esempio tipico il mattone d&#8217;argilla, fino all&#8217;ampia gamma dei prodotti della ceramica fine che va dal gradino più basso della terracotta fino al culmine della porcellana. I componenti fondamentali della porcellana sono:<br />
- il caolino, che è una roccia sedimentaria friabile bianchissima;<br />
- il quarzo, che è un minerale di vastissima diffusione;<br />
- il feldspato, che si trova (nelle sue varie composizioni) in circa il 60% dei minerali della crosta terrestre.</p>
<p>La porcellana è costituita da circa 50 parti di caolino, 25 di quarzo e 25 di feldspato, che vengono legate mediante un&#8217;adeguata lavorazione (macinatura e mescolatura) e ridotte in un corpo unico con la cottura ad alta temperatura.</p>
<p><strong>CAOLINO</strong><br />
II caolino è un&#8217;argilla bianca il cui nome ha origine cinese e significa in italiano &#8220;alta cresta&#8221; (con evidente derivazione dai luoghi d&#8217;origine). È l&#8217;elemento che conferisce la plasticità alla porcellana, rendendone possibile la formatura, la tornitura, la pressatura dei singoli pezzi.</p>
<p><strong>QUARZO<br />
</strong>II quarzo è un minerale di colore bianco latte, definito scientificamente ossido di silicio (Si02), che viene aggiunto all&#8217;impasto sotto forma di macinato oppure di sabbia. Durante la cottura il quarzo, legandosi al feldspato, costituisce l&#8217;ossatura della massa e ne impedisce la deformazione; inoltre è resistente al calore e inattaccabile dagli agenti chimici.</p>
<p><strong>FELDSPATO<br />
</strong>II feldspato è un minerale che si presenta sotto vari colori: biancastro o giallognolo, verdognolo o rossastro. Esistono feldspati potassici e sodici. Perla fabbricazione della porcellana sono impiegati soprattutto i feldspati potassici, che vengono macinati finemente e aggiunti all&#8217;impasto. II feldspato serve da fondente e formala massa vetrosa che cementa il magma della porcellana. Questo complesso vetroso diventa un vero mastice che lega tutti i costituenti cristallini non solubilizzati e formatisi durante il procedimento, e in tal modo mantiene compatto il coccio. II feldspato rende possibile la sinterizzazione (vedi n.12) del coccio e perciò è determinante perla trasparenza della porcellana.</p>
<p><strong>BONE CHINA<br />
</strong>La porcellana da ossa, conosciuta anche col nome inglese di Bone China, è così chiamata perle ceneri di ossa o fosfati introdotte in percentuale rilevante nella massa, che comprende caolino e pegmatite (miferale formato da quarzo e fedspato). La pegmatite (cornish stone) viene estratta in Inghilterra nella Cornovaglia. In questa porcellana la percentuale di caolino è notevolmente minore di quella impiegata per la porcellana dura, e anche la temperatura di cottura è sensibilmente inferiore, come è caratteristico per la porcellana tenera. La Bone China risulta lucente già dopo la prima cottura (1240/1280°C). La smaltatura con una vetrina a base di piombo si effettua a una temperatura dai 920 ai 11250C.<br />
<span id="more-65"></span><br />
<strong>PORCELLANA BISCUIT<br />
</strong>Questa porcellana viene cotta senza smalto. II pezzo finito risulta egualmente impermeabile all&#8217;acqua, tuttavia la superficie è ruvida, il che limita il suo uso quasi esclusivamente a statuine e figure in genere.</p>
<p><strong>VITREUS CHINA</strong><br />
Sotto la voce porcellana figura anche il prodotto chiamato Vitreus China, che però presenta sostanziali differenze sia per la qualità delle materie prime sia perla temperatura di cottura, che è inferiore a quella della porcellana. Generalmente è sottoposto a una sola cottura.</p>
<p><strong>CELADON<br />
</strong>Si chiama Celadon una porcellana dalla colorazione verde pallido, e il suo nome, datogli da commercianti francesi, deriva dal protagonista di un romanzo francese del XVII secolo (&#8220;Astrée&#8221; di Honoré d&#8217;Urfé) che si vestiva sempre di verde. Le prime porcellane in Celadon risalgono alla produzione cinese dei tempi della dinastia Sung (9601280). Il Celadon si ottiene mescolando alla pasta o alla vetrina un composto di cromo. All&#8217;inizio, però, invece del cromo venivano aggiunte piccole dosi di ossido di ferro cuocendo poi a fiamma ridotta.</p>
<p><strong>PORCELLANA NERA</strong><br />
È una vera e propria porcellana, di colore nero, con tutte le caratteristiche peculiari della porcellana: composizione della massa, proprietà del coccio, temperatura di cottura (circa 1300°C). Solo le manca la trasparenza: il che è causato dalle miscele di ossidi che ne provocano la colorazione nera. Fu immessa sul mercato mondiale nell&#8217;ultimo ventennio.</p>
<p><strong>PORCELLANA ROSA<br />
</strong>La porcellana rosa, detta anche &#8220;rosée&#8221;, viene ottenuta aggiungendo sali di manganese e composti di oro alla massa che viene poi trattata alle usuali temperature per la normale cottura della porcellana.</p>
<p><strong>PORCELLANA AVORIO<br />
</strong>Si tratta di una porcellana la cui tinta è ottenuta con la colorazione o della massa oppure dello smalto. Una certa mancanza di omogeneità nelle tonalità del colore è la caratteristica specifica di questa porcellana e ne garantisce l&#8217;autenticità.</p>
<p><strong>PORCELLANA DA FUOCO</strong><br />
È una porcellana dura particolarmente adatta per cuocere vivande a fuoco nel forno, in cucine a gas o elettriche, composta delle stesse materie prime della porcellana normale, ma con altre proporzioni. Ha maggiore resistenza all&#8217;urto termico, ma a fiamma diretta è senz&#8217;altro consigliabile l&#8217;uso della retina rompifiamma. Questo vasellame viene cotto alla temperatura di circa 1.400°C. Sua caratteristica tipica è la colorazione (bruciato), che si ottiene con una duplice verniciatura a spruzzo e successiva cottura in muffola (terza cottura).</p>
<p><strong>DECORAZIONE SOTTOSMALTO<br />
</strong>Come dice il nome stesso, questa decorazione viene effettuata prima dell&#8217;applicazione dello smalto, e quindi direttamente dopo la prima cottura, previa un&#8217;accurata ripulitura (e spolveratura) del pezzo. La decorazione può essere o dipinta a mano, o mediante mascherine, o con timbri (per esempio: il marchio).</p>
<p><strong>DECORAZIONE SOPRASMALTO<br />
</strong>La decorazione sorprasmalto, come dice il nome stesso, ha luogo sulla vetrina già sottoposta a cottura a gran fuoco, e quindi fusa. I colori impiegati sono composti da ossidi di metallo che si mescolano con la fritta (una miscela di minio, acido borico, farina di quarzo, farina di feldspato). Determinante perla composizione delle fritte è che il loro punto di fusione sia inferiore al punto di rammollimento della vetrina, cioè a una temperatura di circa 750/900°C. Nel caso della pittura a mano soprasmalto queste miscele di colori già pronti per l&#8217;impiego vengono mescolate con oli eterici, quali oli di trementina, di garofano, di lavanda, balsami ecc. e resi atti alla pittura con spatole su tavolozza. I pezzi, una volta decorati, sono sottoposti a una ulteriore cottura detta terzo fuoco, le cui temperature vanno da 750 a 900°C, e variano secondo il colore. Durante questa cottura la fritta fonde, e in tal modo fissa il colore alla sottostante vetrina. Pertanto nella decorazione sottosmalto la disponibilità dei colori è limitata a due soli; col metodo entrosmalto il numero dei colori è più ampio, ma sempre limitato; invece con la decorazione soprasmalto l&#8217;assortimento dei colori disponibili è praticamente illimitato, il che consente qualsiasi sfumatura di tinta.</p>
<p><strong>DECORAZIONE A DECALCOMANIA<br />
</strong>La tecnica della decaicomania consiste in un procedimento che, grazie al costo minore rispetto alla pittura a mano, ha quasi completamente eliminato dalla produzione quest&#8217;ultima specialmente nella produzione industriale del vasellame domestico. Anche con questo procedimento si impiegano colori ottenuti dalle miscele con fritte di metalli, compresi quelli nobili, riportati sulla superficie della porcellana cotta a gran fuoco. Oggi esistono due sistemi di decalcomania:<br />
- la decalcomania diretta;<br />
- la decalcomania a scivolo o a immagine scorrevole.</p>
<p>In entrambi i casi, dopo aver trasferito la decorazione sul pezzo, questo viene sottoposto a una ulteriore cottura (terzo fuoco) fino a 750/900°C esattamente come,per i decori a mano. Ambedue i sistemi si adattano sia per la decorazione nello smalto sia per quella soprasmalto.</p>
<p><strong>PORCELLANA ALBERGHIERA<br />
</strong>Perle proprietà igieniche della porcellana, non eguagliate da alcun altro prodotto, questa è stata automaticamente preferita agli altri materiali perle più ampie forniture nel campo della gastronomia. La necessità di una resistenza a tutte le sollecitazioni, soprattutto meccaniche, molto superiori a quelle che si riscontrano nel normale uso domestico, ha fatto sì che si sviluppasse un tipo di porcellana particolarmente adatta per usi alberghieri. Questo sviluppo si è ripercosso sia sulla forma esterna (particolari profili dei bordi, degli angoli, dei piedini, dei manici e altri) sia sulle sue proprietà intrinseche (smalti di maggiore durezza, massa speciale, migliore resistenza all&#8217;uso). Anche la forma ha trovato qui una sua realizzazione ottimale: si è tenuto conto delle esigenze rappresentate da un razionale servizio alla clientela, da lavaggi rapidi e frequenti, e anche da un suo valore estetico. Le specifiche qualità della porcellana hanno fatto sì che la produzione alberghiera è diventata un ramo importantissimo del settore, destinato a crescente sviluppo.</p>
<p><strong>GEDECK E COPERTO</strong><br />
Si tratta di denominazioni usuali nel commercio della porcellana. II &#8220;Gedeck&#8221; è formato da una tazza da té con relativo piattino e da un piatto da dolce. II &#8220;Coperto&#8221; è costituito da: un piatto piano con relativo piatto fondo e un piatto da dessert; quindi tutto ciò che una persona adopera, come stoviglie, per consumare un pasto normale.</p>
<p><strong>VETRO</strong><br />
Dal punto di vista della fisica sotto il nome &#8220;vetro&#8221; s&#8217;intende un prodotto inorganico di fusione che solidifica senza cristallizzazione. Tale definizione corrisponde anche al significato comunemente attribuito al vetro, sia nel linguaggio corrente sia nel commercio.</p>
<p><strong>IL VETRO IN NATURA<br />
</strong>In natura il vetro lo si trova allo stato di fusione per opera del fuoco dei vulcani. E&#8217; la &#8220;ossidiana&#8221;, detta pure vetro vulcanico, la cui composizione è identica a quella del vetro manufatto: sabbia, sodio, composti di calcio. Si distinguono vari tipi di ossidiane: basaltiche, trachitiche, andesitiche ecc. Fin dai tempi più remoti l&#8217;uomo conosceva questi prodotti e se ne serviva per farne degli utensili, punte di frecce, coltelli, ornamenti e gemme. Un altro tipo di vetro naturale è rappresentato dalla liparite e dalle pomici; quest&#8217;ultima costituisce un mezzo ben note per pulire e appuntire.</p>
<p><strong>VETRO SODICO</strong><br />
II vetro sodico è il vetro di qualità più comune, così chiamato perché fra i suoi componenti, in qualità di fondente, vi è il carbonato sodico (soda).</p>
<p><strong>VETRO VERDE<br />
</strong>II vetro verde è un vetro sodico che contiene, oltre il carbonato sodico, dell&#8217;ossido ferrico che gli conferisce il caratteristico colore verde chiaro. E&#8217; impiegato per fabbricare bottiglie, fiaschi, damigiane e simili.</p>
<p><strong>VETRO POTASSICO</strong><br />
II vetro potassico contiene, come fondente, il carbonato potassico (potassa). E&#8217; detto anche vetro cristallo (vetro sonoro e vetro sonoro superiore) a causa della sua grande lucentezza che gli conferisce un maggior pregio.</p>
<p><strong>CRISTALLO<br />
</strong>II cristallo è una qualità di vetro potassico, il cui nome deriva dalla sua somiglianza col cristallo di rocca, ed è caratterizzato da un&#8217;eccezionale lucentezza e da un&#8217;alta rifrazione della luce che rende ancor più efficace l&#8217;effetto degli intagli. Lo si ottiene con materie prime purissime, altamente selezionate.<br />
Si distinguono due qualità di cristallo:<br />
- il cristallo alla potassa, detto comunemente vetro cristallo;<br />
- il cristallo al piombo,così chiamato perché fra i suoi componenti vi è una percentuale di ossido di piombo (PbO).</p>
<p>La denominazione vetro cristallo è usata spesso impropriamen-te nel campo degli specchi, ma in questo caso si tratta semplicemente di un vetro scelto con molta cura per le sue qualità ottiche, il quale però non ha nulla in comune col cristallo al piombo.</p>
<p><strong>CRISTALLO AL PIOMBO<br />
</strong>Le caratteristiche principali dei cristallo al piombo sono le seguenti:<br />
- II suo peso specifico è maggiore dell&#8217;altro vetro a causa del-l&#8217;alto contenuto di piombo sotto forma di ossido;<br />
- possiede una straordinaria lucentezza anche nelle parti intagliate e molate;<br />
- l&#8217;aggiunta dell&#8217;ossido di piombo gli conferisce una lieve tonalità violacea che gli dona uno splendore eccezionale;<br />
- gli oggetti cavi (bicchieri, calici, coppe) di cristallo risuonano al tocco in modo particolarmente gradevole.</p>
<p><strong>ROTTAMI DI VETRO<br />
</strong>I rottami di vetro vengono accuratamente selezionati, secondo le loro qualità e il loro colore, in funzione della lavorazione da compiersi. Questi rottami servono come fondente per la mescola, poiché alla temperatura di 1200°C sono già ridotti in una pasta fluida e omogenea.</p>
<p><strong>MESCOLA<br />
</strong>La parola mescola (in tedesco: Glassatz) indica quella miscela fatta in base alla ricetta che stabilisce la quantità delle diverse materie prime necessarie per la produzione di un determinato tipo di vetro. L ovvio che ogni vetro, a seconda degli scopi cui è destinato, richiede una particolare ricetta e quindi una speciale mescola.</p>
<p><strong>VETRO COLORATO</strong><br />
Se da un lato la produzione persegue la ricerca di un vetro sempre più puro, incolore, di massima ricchezza, d&#8217;altra parte il desiderio di ornamenti e fregi che si manifesta nel mutevole gusto del consumatore impone anche la produzione dei vetri colorati. La colorazione si ottiene introducendo nella miscela degli ossi-di metallici e in parte anche delle terre rare.</p>
<p><strong>VETRO OPACO<br />
</strong>Opaco è sinonimo di &#8220;non trasparente&#8221; e di &#8220;impenetrabile alla luce&#8221;. Questo vetro è ottenuto mediante l&#8217;introduzione nella miscela di sostanze intorbidanti, per cui essa perde la sua traspa-renza pur mantenendo inalterate le altre proprietà peculiari del vetro. II vetro opaco può anche essere colorato.</p>
<p><strong>VETRO PRESSATO<br />
</strong>II vetro pressato è un&#8217;invenzione inglese e risale agli inizi del secolo XIX. La pressatura della massa viscosa in una forma è la ragione di questa denominazione. La massa vetrosa viene levata dal forno con la cosiddetta &#8220;forchetta&#8221; e immessa nella forma, la cui parte superiore viene tolta; nell&#8217;apertura viene introdotto a pressione un pistone che distribuisce la massa vetrosa nella for-ma stessa e la comprime sulle pareti interne modellandola. A raffreddamento avvenuto, la forma viene aperta e il pezzo è por-tato nel forno di raffreddamento come d&#8217;uso. Nella produzione del vetro pressato la meccanizzazione è molto progredita, e a volte raggiunge l&#8217;automatismo totale. Si tratta di manufatti di massa che si differenziano nella qualità soprattutto per quanto concerne la rifinitura e il disegno. II vetro pressato può quindi essere un semplice vetro per usi domestici, come boccali da birra, coppe, portafiori, vasi e simili oggetti, che sem-brano decorati con un&#8217;apposita operazione d&#8217;intaglio mentre in-vece sono soltanto ottenuti allo stampo. Si parla di cristallo pressato, oppure anche di cristallo al piombo pressato a secon-da del contenuto di piombo del vetro.</p>
<p><strong>VETRO RESISTENTE AL FUOCO<br />
</strong>II vetro resistente al fuoco possiede rispetto al vetro comune una più alta resistenza agli sbalzi di temperatura, dovuta al suo bassissimo coefficiente di dilatazione. Questa proprietà la si ot-tiene aggiungendo nella miscela speciali sostanze e in partico-lare l&#8217;acido borico quale fondente. La resistenza al fuoco po-trebbe già essere ottenuta col quarzo, impiegando per la fusione del quarzo puro; tuttavia la sua alta temperatura di fusione porterebbe a costi così elevati da non consentire un prezzo commerciale nel settore del vasellame per la cucina. L&#8217;abbassamento del punto di fusione può essere ottenuto, per il vetro normale, mediante l&#8217;ausilio di un fondente, per esempio soda o potassa, ma esse non sono adatte alla fabbricazione di materiale resistente al fuoco perché innalzano notevolmente il coefficiente di dilatazione del vetro, con la conseguenza che in caso di cambiamento di temperatura si generano pericolose tensioni. L&#8217;acido borico provoca una diminuizione della temperatura di fusione del quarzo da 1800°C fino a 1500°C e anche 1200°C senza alterarne notevolmente il coefficiente di dilatazione. II vetro con silicato borico è perciò particolarmente resistente agli sbalzi di temperatura e alle concentrazioni conseguenti nel vetro poiché le tensioni interne rimangono limitate. II vetro resistente al fuoco è stato scoperto soltanto verso la fine del XIX secolo per le esigenze della ricerca scientifica nel campo della chimica e della produzione industriale. II primo passo verso il vasellame domestico di vetro resistente al fuoco lo si ebbe agli inizi degli anni venti di questo secolo con la fabbricazione dei biberon per neonati.</p>
<p><strong>VETRO di Crown e Flint<br />
</strong>Sono due vetri ottici, usati in combinazione per rendere acromatiche le lenti. II Crown contiene ossidi di sodio e di calcio, il Flint contiene una notevole percentuale di ossido di piombo.</p>
<p><strong>VETRO TEMPERATO<br />
</strong>II vetro temperato, chiamato anche vetro infrangibile, è un vetro bassofondente che si trova in uno stato di tensione superficiale a causa di un brusco raffreddamento provocato da un getto di aria fredda soffiata dopo che esso è stato riscaldato fino al punto di rammollimento. È meccanicamente molto resistente an-che negli urti (sei volte più del vetro normale). Se lo strato indurito viene scalfito, il vetro non si rompe ma si disintegra in minutissimi pezzi che non sono pericolosi.</p>
<p><strong>VETRO di Gablonz</strong><br />
Si tratta di bottoni, pendenti per lampadari, gocce, perle, pietre, pietrine, strass nelle diverse forme e colori di vetro La denomi-nazione deriva dal luogo di origine, poiché fino al 1945 tali oggetti provenivano da Gablonz, nella regione dei Sudeti, ed erano ottenuti da barre di vetro sfaccettate, pressate e tagliate.</p>
<p><strong>PERLE DI VETRO</strong><br />
Le perle di vetro esistono già da quasi seimila anni e appartengono ai più antichi oggetti fabbricati col vetro. Un tempo questi oggetti, da ridursi allo stato filiforme mediante un processo di laminatura e trafilatura, venivano ricavati da una massa pastosa di vetro opaco, nella quale veniva inserita una sottilissima asta metallica per praticare i fori per la successiva infilatura. Oggi si procede secondo gli antichi sistemi pressando le barre in apposite forme; indi con speciali macchinari si tagliano dei tubetti che vengono introdotti in un mulino contenente sabbia finissima e acqua ad alta temperatura onde ridurli in piccole sfere.</p>
<p><strong>I VETRI Diatreti?<br />
</strong>La denominazione è di dubbia derivazione dal greco-latino. La espressione è stata usata per la prima volta dal celebre archeo-logo I.I. Winkelmann. Tipica per tutti questi vetri è una leggeris-sima rete di vetro unita alla coppa soltanto attraverso barrette sottilissime, dai 5 ai 10 mm di lunghezza, che ne costituiscono una specie di gambo. Questo gambo è sovente ornato da iscri-zioni, da figure profondamente tagliate; da colletti semitondi e addirittura da raffigurazioni di animali profondamente incise. Si suppone che fossero prodotti con una controimbutitura di due campane di vetro, monocolori o bicolori, formanti un recipiente a doppia parete: Sulla parete esterna venivano applicati decori di vetro fluido pressati fino a toccare la parete interna, mentre sulla parete interna venivano intagliati, con mole finissime, reticolati, scritte, figure.</p>
<p><strong>Rómer</strong><br />
Con il nome Rómer si intendevano originariamente delle coppe panciute leggermente ristrette verso l&#8217;alto, munite di un piede costituito da un grosso filo di vetro attorcigliato (che durante la fabbricazione veniva arrotolato intorno a una forma di legno). Nacque con questa forma in Renania nel XVII secolo e divenne il più bel bicchiere del Rinascimento renano, ancora oggi molto apprezzato benché abbia subito delle varianti notevoli. Oggi la coppa viene spesso prodotta applicando la tecnica dell&#8217;incami-ciatura con ricchi intagli. Anche il piede e il gambo hanno subito molti mutamenti: sono più spessi, incolori e intagliati nei più diversi modi. II nome non ha nulla a che fare con gli antichi romani, come spesso si crede, ma si è sviluppato nell&#8217;uso della lingua da &#8220;Rümeh” come recipiente per bere alla salute di qualcuno, e divenne &#8220;romer&#8221; in Danimarca, &#8220;remmare&#8221; in Svezia, &#8220;rummeC in Inghilterra, &#8220;romeC in Francia, &#8220;roemer” in Olanda. In Italia oggi, col nome &#8220;Rómer di Treviri&#8221; si suole indicare un bicchiere singolo da usarsi per vino pregiato. Esso viene vendu-to anche in serie di sei colori differenti variamente tagliati.</p>
<p><strong>VASO di Portland?<br />
</strong>Questo vaso è considerato il più bello, il più noto, e certamente il più celebre oggetto della produzione vetraria degli antichi alessandrini e dell&#8217;arte del vetro intagliato dei Romani del I se-colo d.C. Consiste in un vetro di cobalto blu scuro che, nel suo decoro a figura, mostra delle rappresentazioni delle mistiche nozze di Peleo e Tetide con intagli da un rivestimento bianco. Questo vaso fu rinvenuto in un sarcofago marmoreo in una stan-za di una tomba romana e dalla famiglia dei principi Barberini (perciò un tempo si chiamava vaso Barberini) giunse fino alla duchessa di Portland (da cui il nome); infine fu donato al museo Britannico, dove si trova attualmente. Un tempo fu presentato a un&#8217;asta indetta da Christie ed ebbe un&#8217;offerta corrispondente a circa 330 milioni al valore odierno; tuttavia fu ritirato dall&#8217;asta e non fu mai venduto. Fin dal 1790 Josiah Wedgwood produce delle buone copie di questo vaso in ceramica forte.</p>
<p>Tratto dal sito di AssoCeramVetro: <a href="http://www.art-tavolaregalo.it/">www.art-tavolaregalo.it</a></p>
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